Origini

Le sue origini non sono validamente accertate. Dai testi che trattano questo argomento emerge che l’ipotesi maggiormente attendibile è quella secondo la quale il Setter inglese proverrebbe dall’antico Epagneul, il cosiddetto Bracco da quaglie. Addestrato a coricarsi tutte le volte che il suo fiuto percepiva vicina la selvaggina, veniva utilizzato nella caccia con la rete; quando il cacciatore vedeva il cane accucciato, gettava la rete impigliando cane e selvaggina.

Setters di prima forma erano presenti in Inghilterra sin da XV secolo. In uno scritto di quell’epoca si fa menzione di un cane inglese da penna, raffigurato con un disegno che rappresenta un Setter. Anche in Francia, prima di tale periodo, pare assodato ci fossero dei cani somiglianti all’attuale Setter, illustrati da pittori francesi dell’epoca.

Forse, in Francia, si procedeva a formare dei Setters similmente a quanto avveniva in Inghilterra, oppure la prima forma si ebbe proprio in Francia e gli inglesi non fecero altro che perfezionarla. Alcuni sostenevano addirittura che il progenitore del Setter, importato dalla Spagna in Francia, sarebbe giunto poi in Inghilterra con caratteristiche ormai definite.

La convinzione più assodata è che la trasformazione dell’Epagneul si verificò unicamente in Inghilterra dove, a quel tempo, la caccia era maggiormente praticata dagli aristocratici. Acquistavano i soggetti migliori per poi allevarli nelle loro tenute, dando così origine a diverse linee di sangue e differenti profili somatici. La razza di origine non ne veniva comunque alterata, ma i cani assumevano delle particolarità che li distinguevano rispetto ai casati di appartenenza. Lords e conti inglesi furono i primi ad apportare quei perfezionamenti e quelle peculiarità che hanno fatto del Setter un cane di grande fama e che riscontriamo ancora oggi nella razza. Per esempio, la sua caratteristica di fermare in posizione flessa dopo un lunga filata. Ecco perché chiamarono questa razza con il nome di Setter; questa parola significa infatti che “ferma seduto” e deriva dai termini inglesi “set” (fermo) “sit” (seduto).

E’ comunque difficile stabilire quando ebbe inizio l’allevamento del Setter moderno. Per molti è indissolubilmente legato al nome di Sir Edward Laverack considerato impropriamente il creatore della razza. La generazione dei Setters Laverack iniziò con il maschio e la femmina “blue beltons”: Ponto e Old-Moll. Questi due cani appartenevano ad una specie allevata in purezza da più di trentacinque anni dal Rev. Harrison. Laverack consacrò lunghi anni della sua vita allo studio, al miglioramento ed al perfezionamento di questa razza e diversi Setters da lui allevati vinsero alle esposizioni ed alle prove di “field-trials”. Scrisse anche un famosissimo libro dal titolo “The Setter”, che dedicò al suo amico Purcel Llewellin.

Da quando il Setter fece la sua prima comparsa in Italia incominciarono innumerevoli discussioni sullo stile, sulla conformazione, sul carattere. Le prime reazioni al suo apparire furono negative. I cultori delle razze nostrane non erano disposti a far largo al nuovo venuto. Questo esemplare dalle forme armoniose e dall’aspetto elegante, non convinceva neppure i cacciatori, li lasciava perplessi e diffidenti; per loro la sua bellezza estetica significava fragilità quasi fosse solo un vezzoso animale di lusso. Ma quando il Setter scese sul terreno della caccia…!!!

Alla bravura venatoria, va aggiunta un’intelligenza notevole, oltre ad una grande affettuosità. Il suo piede è fra i più resistenti, quindi appropriato a tutti i terreni ed a tutti i climi, risultato: una grande adattabilità a tutte le cacce. Definito sagace (nel senso antico di canis sagax, di gran fiuto), ha un grande attributo che costituisce il carattere primo in un cane da ferma e lo esprime nella cerca, che è stata definita a “vento”; il suo grande fiuto gli suggerisce che trova più velocemente il selvatico interrogando il vento.

L’importazione di questi cani ad opera di illustri personaggi della nostra cinofilia segnò anche in Italia la nascita della cinotecnia moderna, infatti, abbandonati i vecchi schemi di allevamento, iniziò una metodologia di selezione più tecnica e più definita. L’ascesa del Setter ha saputo imporsi prepotentemente toccando punte sempre più alte nell’iscrizione ai libri genealogici.

Oggi, dopo che gli allevatori anglosassoni hanno in parte deviato da quella via di onore e gloria tracciata dai grandi allevatori della cinofilia inglese, il Setter va sempre più attenuando le proprie caratteristiche per avvicinarsi ad un cane concepito, allevato ed impiegato per ottenere velocità, resistenza ed elevate qualità venatorie. Contrariamente, altri allevatori, per i quali le attitudini lavorative non hanno particolare importanza, hanno prodotto esemplari di estrema bellezza. Incredibilmente questo fenomeno, si è particolarmente accentuato in quella che si dice sia la madre patria.

Questi due diversi modi di concepire la continuità del Setter potrebbero condurre al risultato di alterare irrimediabilmente le caratteristiche veramente superiori di un cane che, formidabile sul terreno di caccia, è anche ammirato per le sue grandi doti estetiche.

Fortunatamente in Italia, abbiamo avuto e abbiamo tuttora, allevatori in grado di insegnare e tramandare il sistema per mantenere l’integrità della razza: prova è, che in molti dei soggetti da noi allevati, si fondono in modo mirabile bellezza ed eccellenza nel lavoro. Ecco perché ai nostri allevatori va riconosciuto il merito di aver conservato in questo meraviglioso cane le sue tipicità innate: POTENZA, BELLEZZA, ARMONIA E SUPERLATIVE QUALITÀ VENATORIE, confermando così il pronostico di Ciro Matteucci, che vide l’Italia come futura patria del SETTER INGLESE.

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